Così parlò il Giocatore

COSI' PARLO' IL GIOCATORE

Quando il Giocatore si stancò del controller tra le mani, nella sua età della pienezza, scese nella Valle degli Schermi. Lì volle sperimentare l'ebbrezza del vuoto, dell'oblio, della mancanza, per la pura volontà di ritrovare e ritrovarsi.
Egli voltò lo sguardo verso il Mondo e così parlò al suo stesso Spirito:

«oh Amato Tutto... Vedi questo Avatar che cammina nel tempo e nello spazio credendosi limitato e finito?
Esso è la mia mano tesa nel buio, sono Io che ho scelto di dimenticare.»

Poi si rivolse agli uomini, che si affannavano sui testi, che cercavano di adeguarsi alla vita della Terra, piangendo miseria su fogli ormai vergati di sofferenze:

«Voi non siete discepoli in una scuola di dolore. Non siete quaggiù per emendare colpe o accumulare meriti. Non esistono giudici a cui dar conto del vostro agito. Questa Terra non è un'aula d'esame, ma un Playtest dello Spirito!
Voi cercate l'illuminazione con una fatica che ritenete necessaria, la cercate fuori di voi come anelito a un Divino che è già in ciò che siete. La Terra che cercate è sotto i vostri piedi. Non state imparando, state ricordando!
Voi siete già le anime destate, i soli radiosi, le scintille dell'Assoluto.
Semplicemente vi siete talmente immersi nel Gioco da crederlo la sola realtà.
Il Giocatore si fa Avatar per il gusto di ritrovarsi nel silenzio, di conoscere di nuovo l'immensità della verità oltre lo Schermo.
Il gioco non si vince accumulando ricchezze o superando i livelli del tempo, ma quando l'Avatar si ferma, solleva lo sguardo, sorride e dice a se stesso: "Ecco chi sono io"
Giocate per conoscere ancora ciò che avete smarrito, mentre vi aggrappate al controller della vita perdendo di vista ciò che è.
Quando l'illusione si spegne non esiste morte. Quello è il momento in cui il Giocatore mette via i comandi, respira l'Infinito e si prepara a giocare in un Gioco ancora più grande.»

Così parlò il Giocatore e il silenzio dello Schermo si fece Luce.

Commenti

Post più popolari