La trascendenza non riconosciuta

Per la filosofa spagnola María Zambrano, la crocifissione è intrinsecamente, non solo il rifiuto di Dio da parte degli uomini, ma l'emblema della trascendenza che l'uomo non riconosce.
Cristo, per Zambrano, non è un Dio esterno che subisce l'ostilità dell'umano. È lo specchio in cui quest'ultimo dovrebbe riconoscere il proprio autentico volto di figlio.
L'uomo, da sempre, preferisce costruirsi da solo nello status volontario di orfano, aumentando la distanza col divino.
Per questo l'uomo rifiuta Cristo, perché troppo vicino; in quanto mostra ciò che ognuno è chiamato ad essere e non prova a diventare: trasparenza, dono, relazione.
Sulla Croce Dio è rifiutato perché lascia all'uomo la libertà di negare la propria stessa natura divina.
Il grido "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" è il grido di chi viene espulso dalla coscienza.
Zambrano scrive che l'umano ha paura della propria trascendenza e preferisce un Dio lontano, giudice, potenza... a un Dio che lo chiami per nome e gli dica:"Tu sei figlio. Come me."
Il paradosso è che questo rifiuto diventa salvezza nel momento in cui il crocifisso resta lì, a braccia aperte, come promemoria doloroso: non sei orfano, ma hai la libertà di vivere come se lo fossi.
Questa è la vera croce. Essere liberi di negare se stessi.

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