Chi sono?
Ossee falangi,
questo aveva, solo questo, tra rugosità come impervie vie dell'incedere tremendo del tempo.
Tremavano le carni, sospirando tra gli sguardi dell'occhio che tace e apprende, nel sottofondo della gola secca, bruciante parole vacue e mai pronunciate
Cassa di risonanza del non detto, la gabbia toracica si stringeva in una morsa, trattenendo essenza nascosta tra pieghe di organi.
Cuore battente frantumava i secondi, incedendo al ritmo dei singulti trattenuti...
Ossa poste a margine, carne di confine, sibillino circolo di verità.
"Chi sono?"
chiedeva tra strascichi appesantiti di affanno, poggiando il polpastrello segnato sul petto incuneato.
L'infinito, come mistica visione, si stagliava oltre il limite ponendo risposta tra afflati di vento:
"In me siamo Uno."
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