Madre e Figlio

"Che disastro che hai combinato!
Chi ti ha detto di sparpagliare tutto il contenuto del frigorifero sulla cucina, Vincent?!"
tuonò improvvisamente una voce femminile, seguita a un movimento di chiavi, un tintinnio sordo e lo spalancarsi del portone sul piccolo universo domestico. Voleva essere un rimprovero, eppure il suono ne tradiva la dolcezza insita in ogni parola.
Un bambino, seduto sul davanzale candido della cucina, teneva le mani sporche di cioccolata e marmellata infilate nel frigo, come a voler cercare qualcosa. Eppure, a giudicare dalle guance macchiate e dalla bocca semichiusa intenta a masticare, si era già abbondantemente servito.
Era talmente piccolo che quasi si confondeva con gli elettrodomestici, indaffarato come era, mentre faceva dondolare i piedini nudi nel vuoto sotto di sè.
La voce di rimprovero non ebbe alcun effetto di timore su di lui che si limitò invece a voltarsi, sorridendo di un sorriso di pochi denti. Un sorriso ingenuo e sorpreso, che si tramutò ben presto in una risata.
"Scendi subito di lì, Vincent! La mamma si è assentata un solo minuto! Possibile che con te si debbano avere occhi ovunque?! Scendi subito!"
Tuonò ancora, la stessa donna, la stessa inflessione di dolcezza che proprio non riusciva a mascherare nell'apprensione. Dalla soglia fece pochi saltelli goffi, raggiungendo l'infante solo un secondo prima di stringerlo a sè e issarlo in braccio.
Lo strinse forte, temendo potesse sgusciare via, combinarne un'altra delle sue o, peggio, farsi male.
Il piccolo Vincent non parlava, non ancora, ma dalla sua espressione di giubilo era come se avesse visto il Sole dopo una lunghissima notte. Lo sguardo gli brillava di una ingenua curiosità mentre toccava i lineamenti morbidi di sua madre, guardandola negli occhi verdi e tanto simili ai suoi. Avrebbe voluto chiamarla per nome, quello che conosceva bene dentro di sè e che ancora non riusciva ad articolare, ma si limitò a una piccola smorfia mentre le afferrava il naso con entrambe le mani, martellandone la punta con le piccole dita ossute tra gorgheggi senza senso.
"Piccolino!" borbottò la giovane donna in un ampio sorriso. "Hai fatto un bel casino qui, ma proprio non riesco ad essere arrabbiata con te. Soprattutto non ora. Finirai per farmi venire su un bel nasino alla francese così." disse scherzosa.
Vincent non capiva, ma finì per ridere così tanto da affondare inavvertitamente il volto nel petto di lei, sentendone il rassicurante battito cardiaco...
La sola vera casa che conosceva.

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