Il Tacchino Induttivista

Di Bertrand Russell c'è una storiella tristemente ironica... La stessa storiella fu presa ad esempio da Karl Popper per smentire la validità dell'induzione nell'affermare verità assolute in ambito scientifico. 
Non importa quante volte un fenomeno si sarà ripetuto esattamente uguale a sè stesso, questo non implica necessariamente che sarà così per sempre.

"Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato." 
(Albert Einstein)

La storia è quella del tacchino induttivista:

"Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell'allevamento in cui era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un'inferenza induttiva come questa: "Mi danno sempre il cibo alle 9 del mattino". Questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato."

Per Popper, una volta decretata l'inattendibilitá delle procedure induttive, bisogna rinunciare alla pretesa di poter attribuire ad affermazioni scientifiche una verità stabilita ed universale attraverso la mera esperienza.
Il rapporto tra teoria ed esperienza deve essere letto su una base falsificazionista. Malgrado un numero immenso di asserzioni singolari, queste non potranno mai verificarne un'universale, mentre ne è sufficiente una sola per falsificarla.

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