Ti voglio bene

Il suo addome si tendeva, deformando lievemente la lattea epidermide, tra i contratti singulti di chi, il volto piagato da lacrime opalescenti, vi affondava la testa, annaspando nel tepore di un corpo conosciuto, eppure diverso.
Distillavano lacrime gli occhi, si immergevano attraverso il tessuto del vestiario, giungevano al petto.
Tristezza, quella, che ricercava accoglimento e comprensione, in un mondo altrettanto piagato e silente, generatore di disinteressata protezione.
"Ti voglio bene."
Fu il solo sussurro, capace di incatenare a sé ogni dolore, liberandolo oltre, lontano...
Le braccia aperte, in attesa di quiete, la dolcezza del profumo famigliare... avevano un solo nome...
Quello di un padre che, sulle membra solcate dal tempo, cullava la figlia, dissipandone ogni male.
"Ti voglio bene"
ripeteva ancora...
Poi il silenzio.

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